Alla memoria dell'ultimo mito
8 Aprile 1994, un piccolo uomo dagli occhi tristi
Ha deciso di scappare dal suo futuro.
La sottile vena di follia che gli permetteva
Di liberare il suo spirito è stata tranciata.
La sua musica è qui fra noi,
Ma non lo sta piangendo,
Ci sta solo comunicando il suo messaggio di rabbia e dolore.
La sua voce era quella di un gatto ferito,
Di qualcuno che si rende conto di non poter sopportare
Il peso del mondo che gli crolla addosso.
Non sei solo, giovane ribelle sparito fra i tuoi pensieri,
La tua anima non si brucerà nel tempo.
C'è troppa gente in questo mondo
Che ha ancora bisogno di te.
Le tue grida disperate e gli accordi convulsi della tua chitarra
Risuoneranno per sempre fra chi ti ha amato.
Peace, Love, Empathy.
Sara Facciolo, 7 gennaio '03.